PROCESSO PENALE: ORDINARIO, ABBREVIATO ED ABBREVIATO CONDIZIONATO

Il processo penale consente di accertare l’eventuale responsabilità penale di un soggetto circa la commissione di un determinato reato. L’articolo 112 della Costituzione stabilisce, infatti, che «Il Pubblico Ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale».

Con l’espressione procedimento penale si indica l’insieme di atti che precedono, per l’appunto, l’esercizio dell’azione penale da parte di quest’ultimo. In tale fase vengono compresi tutti gli atti iniziali come ad esempio le indagini preliminari. Per processo penale, invece, si indica la fase che va dall’esercizio dell’azione penale fino alla sentenza, che può essere fondamentalmente di assoluzione o altresì di condanna.

Il processo penale con il rito ordinario segue le varie fasi procedimentali contraddistinte dalle indagini preliminari, dall’eventuale udienza preliminare nonché dal rinvio a giudizio. Durante il dibattimento, poi, vengono valutate le prove a carico e quelle a favore della difesa dell’imputato.

Per i reati per i quali è prevista la pena della reclusione superiore nel massimo a quattro anni, l’ordinamento nostrano prevede un passaggio ulteriore: al termine delle indagini preliminari verrà infatti celebrata l’udienza preliminare, ove il Giudice dell’Udienza Preliminare (G.U.P.) deciderà se rinviare o meno a giudizio l’imputato. Con l’entrata in vigore della cd. Riforma Cartabia, ancora, per i reati per i quali è prevista la citazione diretta è stata invece prevista un’udienza predibattimentale.

La conseguenza naturale del processo penale è la pronuncia di una sentenza. Esistono, essenzialmente tre gradi di giudizio: Primo Grado, Appello, Cassazione.

Vale la pena ricordare che, ai sensi del secondo comma dell’art 27 della Carta Costituzionale,

«[…] L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva».

Il rito abbreviato, alla stregua del patteggiamento nonché della messa alla prova, è un procedimento speciale disciplinato dall’art 438 e ss. del Codice di Procedura Penale. Ai sensi del primo comma succitato articolo, infatti, «L’imputato può chiedere che il processo sia definito all’udienza preliminare allo stato degli atti […]».

Il giudizio abbreviato è stato inserito nell’ordinamento domestico per accelerare i tempi della giustizia, attraverso cui l’imputato può ottenere uno sconto di pena e una riduzione della durata del processo penale. Tale soggetto rinunzia, di converso, a fornire prove ed elementi necessari ai fini della sua difesa.

La richiesta può essere avanzata dall’imputato così come dal Difensore – debitamente munito di procura speciale – prima della presentazione delle conclusioni in udienza preliminare o altresì prima della dichiarazione di apertura della fase dibattimentale. La stessa può essere avanzata, peraltro, prima dell’apertura del dibattimento nelle ipotesi di giudizio direttissimo mediante la dichiarazione di opposizione al decreto penale di condanna. L’Organo Giudicante, a seguito della richiesta e tramite ordinanza, dichiara il passaggio dal rito ordinario a quello abbreviato. Se il medesimo rifiuta la richiesta, l’imputato può rinnovarla fino a quando non sono state formulate le conclusioni definitive.

Nei casi di condanna, il Giudice applicherà la riduzione di 1/3 della pena per i delitti e di ½ per le contravvenzioni. L’ergastolo verrà sostituito con la reclusione fino ad anni trenta e, financo, l’ergastolo con isolamento si tramuterà in ergastolo semplice.

Decidere di optare ad un simile percorso giudiziario si rivela, dunque, una strategia da valutare attentamente – coadiuvati ed assistiti dal proprio Avvocato di fiducia – a seconda del caso di specie: se da un lato i riti speciali comportano la rinunzia alle usuali garanzie processuali (non si potranno, ad esempio, indicare testimoni) forniscono, dall’altro, degli sconti secchi di pena eventualmente applicati nelle ipotesi di condanna. La scelta del rito abbreviato, ancora, comporta dei limiti alla possibilità di proporre appello.

La procedura penale, infine, prevede, il Giudizio abbreviato condizionato ossia un giudizio allo stato degli atti ma con la possibilità di assumere ex novo le prove indicate dall’imputato che, difatti, condiziona la sua richiesta di abbreviato all’acquisizione di quest’ultime e che sarà lui stesso a fornire.

Il quinto comma dell’art. 438 del Codice di Procedura Penale sancisce, a riguardo, che

«L’imputato […] può subordinare la richiesta ad una integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione. Il Giudice dispone il giudizio abbreviato se, tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili, l’integrazione probatoria richiesta risulta necessaria ai fini della decisione e il giudizio abbreviato realizza comunque una economia processuale, in relazione ai prevedibili tempi dell’istruzione dibattimentale […]».

La richiesta di nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa dovrà essere, in ultima battuta, necessariamente compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovranno trattare, pertanto, di prove necessarie e che non stravolgano la celerità di cui tale rito si contraddistingue.

 

 

 

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