ACQUISTO DELLA CITTADINANZA IURE SANGUINIS

Ricorso al Tribunale per diventare cittadino italiano contro le code consolari

È cittadino per nascita:

1) il figlio di padre o di madre cittadini;
II possesso della cittadinanza italiana per nascita (iure sanguinis) si trasmette di genitore in figlio, indipendentemente dal luogo di nascita.

E’ quindi cittadino italiano il figlio di padre o madre cittadini italiani, anche se nato all’estero. Dunque, anche il discendente di cittadino italiano nato all’estero è cittadino italiano, purché né lui né i suoi ascendenti (genitori, nonni, bisnonni…) abbiano mai dichiarato di voler rinunciare alla cittadinanza italiana.

La legge 91/1992 fa riferimento esplicito alla trasmissione della cittadinanza sia per la madre che per il padre.

Questa specificazione (introdotta per prima dalla legge 123/1983, abrogata dalla legge 91/1992) modificava la previgente disciplina prevista dall’art. 1 della legge 13 giugno del 1915, che stabiliva che la cittadinanza fosse trasmissibile solo in via paterna e in via materna in pochissime eccezioni; inoltre, la stessa disposizione prevedeva la caducazione della cittadinanza italiana per la donna che sposava un cittadino straniero.

Questa previsione comportava l’impossibilità per moltissimi figli e discendenti di emigrati di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana.

La Corte Costituzionale è intervenuta, con Sentenza nr. 30/1983 dichiarando illegittima la norma nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina. In forza di tali sentenze, dunque, hanno potuto conseguire la cittadinanza italiana i figli nati da madre cittadina a condizione che questa fosse in possesso di tale cittadinanza al momento della nascita dei figli.

Inoltre, poiché la disciplina è stata modificata conformemente ai principi della Costituzione, si ritiene che la cittadinanza italiana di derivazione materna si possa attribuire nei casi in cui la nascita sia intervenuta dopo il 1 gennaio 1948, data di entrata in vigore della Carta Costituzionale (Corte di Cassazione, sentenza n.12061/1998).

Di conseguenza, non essendo intervenuta alcuna novella legislativa, sebbene la giurisprudenza costituzionale abbia chiarito come la donna potesse trasmettere la cittadinanza, anche nel caso di nascita del discendente antecedente il 1 gennaio 1948, questa specifica fattispecie va riconosciuta tramite ricorso al tribunale.

Il foro competente, ai sensi del c. 36 dell art. 1 legge riforma processo civile nr. 206 del 26.11.2021 è quello ove insiste il comune di nascita del discendente italiano( con efficacia dal 22.6.2022)

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