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Avvocato Massimo Ferrante

CITTADINANZA IURE SANGUINIS: LA CASSAZIONE RIMETTE IN DISCUSSIONE IL PRINCIPIO DI CONTINUITÀ

Il nodo della questione: la trasmissione della cittadinanza italiana

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 23212 del 27 agosto 2024 (Sez. I), ha sollevato un importante quesito interpretativo riguardante la trasmissione della cittadinanza italiana iure sanguinis. Il punto centrale della controversia è se la naturalizzazione straniera di un avo italiano comporti automaticamente la perdita della cittadinanza per il figlio minorenne convivente, interrompendo così la linea di trasmissione del diritto di cittadinanza.

L’orientamento della Suprema Corte: perdita automatica della cittadinanza?

Secondo un precedente orientamento della Cassazione, la rinuncia alla cittadinanza italiana da parte dell’ascendente, divenuto cittadino straniero, avrebbe effetti diretti anche sul figlio minore. Questo principio si fonda sull’art. 12 della legge n. 555/1912, che stabilisce:

“I figli minori non emancipati di chi perde la cittadinanza divengono stranieri, quando abbiano in comune la residenza col genitore esercente la patria potestà o la tutela legale, e acquistino la cittadinanza di un Stato straniero”.

Tale interpretazione implicherebbe che la cittadinanza italiana non venga trasmessa se l’avo ha acquisito una diversa cittadinanza straniera prima che il figlio raggiungesse la maggiore età.

L’interpretazione dei Tribunali di merito: la cittadinanza si conserva

Tuttavia, questo orientamento non è stato accolto in modo unanime dalla giurisprudenza di merito. Numerosi Tribunali hanno adottato una lettura differente, basata sull’art. 7 della medesima legge, che recita:

“Il cittadino italiano nato e residente in uno Stato estero, dal quale sia ritenuto proprio cittadino per nascita, conserva la cittadinanza italiana, ma, divenuto maggiorenne o emancipato, può rinunziarvi”.

Secondo questa interpretazione, la naturalizzazione del genitore non determinerebbe automaticamente la perdita della cittadinanza per il figlio minore convivente. Il minore, quindi, manterrebbe il diritto a trasmettere la cittadinanza italiana ai propri discendenti, indipendentemente dal fatto che il genitore abbia acquisito una nuova cittadinanza straniera.

Il rinvio interlocutorio della Cassazione: verso una pronuncia definitiva

Alla luce di questa divergenza interpretativa, la Corte di Cassazione ha disposto un rinvio interlocutorio, rimettendo la questione alla pubblica udienza. L’obiettivo è chiarire definitivamente se, in caso di naturalizzazione del genitore, il figlio minore allora convivente conservi la cittadinanza italiana e, di conseguenza, possa trasmetterla ai propri discendenti.

Questa decisione è destinata ad avere un impatto significativo sulle richieste di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, soprattutto per le numerose istanze provenienti dall’estero. Una pronuncia definitiva della Suprema Corte potrebbe porre fine alle incertezze interpretative, fornendo un indirizzo chiaro ai Tribunali e agli uffici competenti in materia di cittadinanza.

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