CITTADINANZA PER RESIDENZA: DOCUMENTI E MODALITA’ DI PRESENTAZIONE

Utile vademecum per non sbagliare la domanda di cittadinanza per residenza

Modalità di presentazione: Tramite accesso al portale unico del ministero dell’interno (https://portaleservizi.dlci.interno.it/AliCittadinanza/ali/home.htm), tramite lo SPID.

Per chi non è in possesso di SPID, è possibile ottenerlo tramite il seguente link: https://www.spid.gov.it/richiedi-spid.

Requisiti:

  1. Residenza. Il richiedente la cittadinanza deve dimostrare la residenza legale, continuativa e ininterrotta nel nostro paese per 10 anni (quattro anni nel caso di cittadino dell’Unione Europea).

 

  1. Conoscenza della lingua italiana: E’ richiesta la conoscenza della lingua italiana pari al livello B 1 del QCER. Sono esonerati da questo requisito i titolari di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE e chi sottoscritto l’accordo di integrazione di cui all’articolo 4-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

 

  1. Requisiti reddituali. E’ richiesta la sussistenza di un reddito dimostrabile per gli ultimi tre anni rispetto al quale si presenta domanda di cittadinanza. In particolare:

 Euro 8.263,31 per richiedenti senza persone a carico;

 Euro 11.362,05 per richiedenti con coniuge a carico, aumentabili di euro 516,00 per ogni    ulteriore persona a carico.

 

Nell’ambito della valutazione del reddito il Ministero dell’Interno considera la situazione reddituale dell’interessato e dei familiari conviventi.

Viene pertanto valutato il reddito dell’intero nucleo familiare e non solo la posizione reddituale del singolo richiedente e questo per rispettare il concetto di solidarietà familiare.

I familiari che possono concorrere al reddito sono quelli previsti dall’art.433 del Codice Civile (coniuge, parte unita civilmente o convivente di fatto legato da contratto scritto di convivenza, figli legittimi o legittimati, genitori, generi e nuore, suocero e suocera, fratelli e sorelle germani e unilaterali).

Attenzione: non è possibile effettuare una media dei redditi degli ultimi tre anni.

  1. Assenza di determinate condanne. La cittadinanza italiana è preclusa a chi ha riportato una delle seguenti condanne:
  • uno dei delitti previsti nel codice penale al libro secondo, titolo I: delitti contro la personalità dello Stato (artt.241- 294 c.p.), capo I: delitti contro la personalità internazionale dello Stato (artt.241-275 c.p.), capo II: delitti contro la personalità interna dello Stato (artt.276 -293 c.p.) e capo III: delitti contro i diritti politici dei cittadini (art.294 c.p.);
  • un delitto non colposo (l’autore ha agito intenzionalmente ed in piena coscienza e non per mero errore) per il quale la legge preveda una pena edittale (la pena base espressamente prevista dalla legge) non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione;
  • un reato non politico ad una pena detentiva superiore ad un anno da parte di un’autorità giudiziaria straniera, quando la sentenza sia stata riconosciuta in Italia.
  • Sussistono comprovati motivi inerenti alla sicurezza pubblica.

Importante: nel caso di condanna per i delitti sopra indicati la Pubblica Amministrazione è vincolata nel rigetto dell’istanza. Per quanto riguarda i comprovati motivi inerenti alla sicurezza pubblica, l’amministrazione non è vincolata e, pertanto, sarà possibile ricorrere alla riabilitazione penale.

Documenti richiesti.

  • Documento di riconoscimento italiano ed estero (o passaporto);
  • Documentazione attestante la residenza in Italia (certificato storico anagrafico). Attenzione alle eventuali cancellazioni dall’anagrafe: la residenza deve essere ininterrotta!
  • atto di nascita e certificato penale formati dalle autorità del Paese di origine. Questi devono essere minuti di apostilla e traduzione giurata.
  • carichi pendenti e precedenti penali in Italia e all’estero.
  • Documentazione attestante la condizione reddituale (la normativa parla genericamente di conformità dei redditi alle normative fiscali).
  • certificazione attestante la conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del QCER.

Per dimostrare la conoscenza della lingua occorre attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da:

  • un istituto di istruzione pubblico o paritario riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca o dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ovvero

–     a produrre apposita certificazione rilasciata da un Ente Certificatore riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

  • In alternativa si può l’attestazione rilasciata da uno dei quattro enti certificatori riconosciuti dai Ministeri competenti:
  • Università per stranieri di Perugia,
  • Università per stranieri di Siena,
  • Università di Roma Tre
  • Società Dante Alighieri e della connessa rete nazionale e internazionale di istituzioni ed enti convenzionati

Qualora il titolo di studio o la certificazione vengano rilasciati da un Ente Pubblico, i richiedenti dovranno autocertificare il possesso, indicando gli estremi dell’atto, mentre se si tratta di un istituto paritario ovvero di un ente privato, essi dovranno produrne copia autenticata.

Costi.

250 €: Contributo richiesta di cittadinanza.

16€ : marca da bollo da depositare all’atto di inoltro dell’istanza.

120/ 130 €: Traduzione giurata e legalizzazione dell’atto di nascita e del certificato carichi pendenti paese di provenienza.

16 €: marca da bollo necessaria per la traduzione.

60 €: marche da bollo per carichi pendenti e casellario

I carichi pendenti, il casellario delle condanne in Italia e all’estero nonché l’atto di nascita può essere richiesto mediante delega.

 

 

 

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