Come si presenta la domanda di Cittadinanza Italiana Iure Sanguinis
La domanda per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis può presentarsi con due modalità:
- In via amministrativa, mediante istanza da presentare all’Autorità consolare (se il richiedente risiede all’estero), o al Sindaco del Comune di residenza (se il richiedente risiede in Italia). In quest’ultimo caso, per ottenere l’iscrizione all’anagrafe ai fini della presentazione dell’istanza, l’interessato non deve necessariamente essere munito di permesso di soggiorno, ma è sufficiente la dichiarazione di presenza, come stabilito dalla Circolare del Ministero dell’Interno n. 32 del 13 giugno 2007.
- In via giudiziaria, mediante ricorso da proporsi dinanzi al Tribunale Civile di Roma, con il patrocinio di un difensore, nel caso dei discendenti da linea materna nati prima del 1° gennaio 1948, e anche nei casi dei discendenti per via paterna, quando il Consolato competente a ricevere la domanda amministrativa presenta un’eccessiva fila d’attesa per convocare i richiedenti: attesa che “congela” il diritto del richiedente e quindi legittima quest’ultimo a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria (tipico esempio è il Consolato di San Paolo, che per convocare i richiedenti impiega più o meno 12 anni).
Come possiamo aiutarti ad ottenere la Cittadinanza Italiana iure sanguinis
Verifica dei documenti in possesso
La prima questione da affrontare è quella dei documenti necessari per procedere alla richiesta di cittadinanza iure sanguinis sia che venga richiesta presso il Comune e sia tramite ricorso giudiziario.
Infatti deve essere verificata la continuità della trasmissione della cittadinanza italiana tra le generazioni, nonché la non naturalizzazione dell'avo italiano.
Il nostro Studio Legale potrà seguirti nella fase della verifica e analisi dei documenti prima di iniziare la procedura di richiesta di cittadinanza iure sanguinis.
Ricerca dei documenti necessari in Italia
Il nostro Studio Legale, grazie ad una rete di collaboratori in tutta Italia può aiutarti a recuperare i documenti – soprattutto quelli italiani del tuo antenato – per presentare la domanda sia presso il Consolato oppure presso il Sindaco del Comune di residenza.
✅ Apostille e legalizzazione dei documenti
Un documento in italiano per avere validità all’estero deve essere tradotto, munito di giuramento e apostillato o legalizzato, in base allo Stato in cui deve avere validità. Attenzione però! Avviene spesso che per ignoranza del procedimento si apponga una sola apostilla o legalizzazione, vanificando così il tempo e le spese affrontate.
Il procedimento corretto è invece il seguente:
- Il documento prima cosa deve essere apostillato o legalizzato, presso la Prefettura o la Procura della Repubblica, in base al firmatario del documento e allo Stato in cui deve avere validità;
- Il documento deve poi essere tradotto, compresa l’apostille o la legalizzazione, e la traduzione deve essere giurata presso la Cancelleria del Tribunale o del Giudice di Pace o dinanzi a un Notaio;
- Infine, al verbale di giuramento va apposta un’ulteriore apostille o legalizzazione.
Costi di ricerca e traduzione dei documenti in Italia
Ai fini della richiesta di cittadinanza iure sanguinis per via giudiziale sono necessari alcuni documenti che attestino l’esistenza di una linea di discendenza ininterrotta con un ascendente cittadino italiano.
Il nostro Studio può assisterti nel reperimento di questi documenti.
In particolare, saranno richiesti:
- L’atto di nascita dell’avo italiano e gli eventuali certificati di matrimonio e morte. Questi documenti sono in genere rilasciati dalle autorità italiane, in quando l’avo sarà sicuramente nato in Italia e potrebbe anche avere contratto matrimonio nel nostro paese prima di trasferirsi all’estero. Tutti i documenti prodotti dalle autorità italiane non necessitano di traduzioni o apostille perché sono destinate al Giudice Italiano.
- Atti di nascita, certificati di matrimonio e di decesso dei discendenti dell’avo italiano. Questi documenti, che saranno rilasciati dalle autorità straniere, dovranno essere munite di apostille e dovranno essere tradotti per essere utilizzati nel corso del giudizio instaurato dinanzi al Tribunale.
Trattandosi di un ricorso giudiziale, tuttavia, nel caso di assenza di un certificato di matrimonio, si potrà comunque provare la linea di discendenza (ad esempio nel caso in cui nel certificato di nascita siano presenti, come sempre accade, i nomi dei due genitori).
Spesso succede che i documenti esteri presentino errori di trascrizione per in nomi italiani (ad esempio FerrantI in luogo di FerrantE).
In questo caso noi chiediamo sempre di procedere alla rettifica di questi errori tramite l’autorità del paese o tramite affidavit. Tuttavia, nel caso in cui gli errori di traduzione siano minimi e i tempi di rettifica eccessivi, si potrà procedere comunque al deposito del ricorso, previa valutazione caso per caso della discordanza.
💰 Costi indicativi del servizio
- Rilascio documento italiano (da produrre al Giudice italiano): 100,00 euro sino a 5 documenti e ulteriori 20,00 euro per ogni documento in più.
- Traduzione documenti stranieri (già muniti di apostille): 60,00 euro a documento, comprensivi di traduzione, giuramento e marca da bollo da 16,00 euro.
- Rilascio documenti italiani per l'estero (con apostille): 200,00 euro fino a 5 documenti e ulteriori 20,00 euro per ogni documento in più. A questo importo vanno aggiunti 16,00 euro di marca da bollo per documento, spese di spedizione ed eventuale costo del delegato (100-200 euro) se richiesto dalla Prefettura.
Tutti gli importi indicati andranno pagati al ricevimento della delega per il rilascio di questi documenti.
Riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis in via giudiziaria contro le code consolari
Se sei un cittadino straniero e desideri richiedere la cittadinanza Italiana, puoi rivolgerti alle autorità consolari competenti per la tua area geografica al fine di ottenerne il riconoscimento nel caso in cui tu discenda per la linea retta (ed ininterrotta) da un cittadino italiano.
Purtroppo, però, le attese presso le autorità consolari possono arrivare anche a dieci/dodici anni.
Tuttavia, nel caso in cui la tua linea di discendenza inizi prima del primo gennaio 1948 e derivi da una donna italiana (o da una donna italiana che abbia contratto matrimonio con un cittadino straniero) potrai rivolgersi ad un legale e procedere ad un ricorso dinanzi ad un Tribunale italiano del luogo di nascita dell’avo.
Il vantaggio di questa procedura è che non sarà necessaria la tua presenza in Italia e che il ricorso può essere presentato, dal nostro studio, sull’intero territorio nazionale.
Il procedimento si conclude in pochissime udienze.
Il nostro Studio potrà seguirti nella fase del ricorso e nella successiva della trascrizione della sentenza e degli atti di stato civile.
ATTENZIONE MODIFICA IMPORTANTE SULLA TRASMISSIONE DELLA CITTADINANZA
A seguito dell’entrata in vigore del D.L. n. 36 del 28 marzo 2025, convertito in legge 74 del 23 maggio 2025, è stato aggiunto l’art. 3 bis alla legge 91/1992 che disciplina la trasmissione della cittadinanza italiana iure sanguinis.
Pertanto, per tutti i ricorsi depositati successivamente al 28 marzo 2025 è stato posto un limite generazionale alla trasmissione della cittadinanza iure sanguinis per soggetti che, nati all’estero e in possesso di un’altra cittadinanza (diversa da quella italiana) potranno richiedere l’accertamento di detto status unicamente nel caso in cui abbiano un ascendente di primo grado (padre) o un ascendente di secondo grado (nonno) che possedeva unicamente la cittadinanza italiana (padre o madre).
E’ dunque sempre possibile rivolgersi ai tribunali italiani, sia per le file consolari che nel caso dei ricorsi per trasmissione del lato materno pre 1948 (ovvero nel caso di rigetto delle richieste di cittadinanza da parte dei consolati) a condizione che il discendente del ricorrente risalgo non oltre l’ascendente di secondo grado (il nonno) che abbia o avesse, al momento della morte, unicamente la cittadinanza italiana.
