La Corte EDU condanna la Croazia nel caso M.H. e altri
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Corte EDU) ha Sentena contro Croazia per gravi violazioni dei diritti umani. Questo verdetto riguarda il trattamento di una famiglia afgana richiedente asilo e la tragica morte di una bambina di sei anni. La sentenza evidenzia la mancata protezione e il rispetto dei diritti fondamentali da parte delle autorità croate.
Violazioni dei diritti umani riconosciute dalla Corte EDU
La Corte EDU ha individuato diverse violazioni, tra cui:
- Articolo 2 (procedurale): indagine inefficace sulla morte della bambina.
- Articolo 3: condizioni degradanti per i minori detenuti.
- Articolo 5 § 1: mancanza di tempestività e vigilanza nel limitare la detenzione.
- Articolo 34: restrizioni ai contatti legali dei ricorrenti.
Questi articoli dimostrano come la Croazia abbia ignorato gli obblighi derivanti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
La frase chiave della Corte EDU sulla responsabilità dello Stato
La Corte EDU ha dichiarato: “Lo Stato ha il dovere di condurre indagini efficaci e imparziali per garantire il rispetto del diritto alla vita e alla dignità umana.” Questo principio è fondamentale per prevenire future violazioni simili.
L’indagine inefficace e il ruolo della Corte EDU
La sentenza sottolinea gravi mancanze nell’indagine condotta sulla morte della bambina. Le autorità croate non hanno raccolto prove cruciali, come le registrazioni video, né analizzato le posizioni GPS di polizia e ricorrenti. Secondo la Corte EDU, l’assenza di queste verifiche dimostra una mancanza di impegno nel chiarire le circostanze dell’incidente.
Le condizioni degradanti nei centri di detenzione per migranti
La Corte EDU ha evidenziato che i ricorrenti, inclusi i minori, sono stati trattenuti in strutture simili a carceri per oltre due mesi. Nonostante le condizioni materiali fossero adeguate per gli adulti, l’impatto psicologico sui bambini è stato significativo, aggravato dal trauma della perdita della sorella.
L’ostacolo al diritto di difesa riconosciuto dalla Corte EDU
Un altro punto critico è stato l’impossibilità dei ricorrenti di comunicare con il proprio avvocato. La Corte EDU ha sottolineato che tale restrizione viola il diritto a un ricorso effettivo, compromettendo la possibilità di una difesa adeguata.
Espulsione collettiva e violazioni del Protocollo n. 4
La Corte EDU ha condannato la Croazia anche per espulsioni collettive sommarie. Le autorità croate hanno rimpatriato i ricorrenti senza notifiche formali, violando i principi fondamentali del diritto internazionale.
Implicazioni della sentenza della Corte EDU
Questa decisione impone alla Croazia di rivedere le proprie politiche migratorie e di garantire il rispetto dei diritti umani. La Corte EDU ha ribadito che la protezione dei diritti fondamentali deve prevalere, anche in situazioni di emergenza migratoria.




