Il caso Paposhvili c. Belgio
La Corte EDU ha esaminato l’espulsione di Georgie Paposhvili, cittadino georgiano gravemente malato, dal Belgio. La questione centrale riguardava la protezione dei malati gravi dall’allontanamento verso paesi con cure inadeguate.
La massima della sentenza
“L’espulsione di un malato grave viola l’Art. 3 della Convenzione se comporta un rischio reale di una rapida e dolorosa degenerazione della sua condizione di salute.”
Le violazioni accertate dalla Corte EDU
La Corte EDU ha stabilito che il Belgio ha violato l’Articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Il sig. Paposhvili soffriva di leucemia e altre gravi patologie. Il rischio era che, una volta espulso, non avrebbe avuto accesso a cure adeguate, mettendo in pericolo la sua vita.
Principali punti della decisione:
- Nuovo criterio per l’espulsione di malati gravi – Non è più necessario che il malato sia in condizioni terminali. Basta che l’allontanamento comporti una grave sofferenza o una rapida degenerazione.
- Obbligo di valutazione accurata – Gli Stati devono verificare se il paese di destinazione possa garantire cure effettive e accessibili.
- Espulsione vietata senza tutele – Se il malato non può accedere a trattamenti salvavita, l’espulsione è contraria alla Convenzione EDU.
L’impatto della sentenza Paposhvili
La decisione della Corte EDU ha ampliato la tutela per i migranti malati. Prima di questa sentenza, il criterio per vietare un’espulsione per motivi di salute era molto restrittivo. Ora gli Stati devono dimostrare che l’espulsione non avrà conseguenze disastrose.
La Corte EDU e la protezione dei diritti umani
Questa sentenza ha rafforzato l’obbligo degli Stati membri del Consiglio d’Europa di garantire che i rimpatri non mettano in pericolo la vita e la salute dei soggetti vulnerabili.
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