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Avvocato Massimo Ferrante

CORTE EDU: IL RIFIUTO DI RAPPORTI SESSUALI NON PUÒ ESSERE SANZIONATO NEL DIVORZIO

La Corte EDU ha emesso una sentenza storica: il rifiuto di rapporti sessuali non può essere motivo di sanzione legale nel divorzio. Questa decisione si oppone a norme nazionali, come quelle francesi e italiane, che collegano conseguenze giuridiche alla mancanza di intimità coniugale. La sentenza rafforza il principio che il consenso deve essere sempre libero e revocabile.

Il caso davanti alla Corte EDU

Una donna francese ha contestato la sentenza della Corte d’Appello di Versailles, che le aveva addebitato il divorzio per aver rifiutato rapporti sessuali con il marito per oltre dieci anni. Tale decisione aveva effetti giuridici diretti, tra cui la perdita del diritto alla “prestation compensatoire” e il risarcimento danni.

Dopo il rigetto del ricorso in Cassazione, la donna si è rivolta alla Corte EDU.

La normativa francese e il parallelismo con l’Italia

Il codice civile francese impone ai coniugi il dovere di “comunione di vita”, interpretato come obbligo alla vita sessuale. Anche in Italia, la giurisprudenza ha ritenuto che il rifiuto di rapporti possa giustificare l’addebito della separazione. Sentenze della Cassazione italiana (es. Cass. civ. n. 6276/2005) hanno sancito che un rifiuto protratto “provoca frustrazione e disagio, configurando violazione del dovere di assistenza morale ex art. 143 c.c.”.

La decisione della Corte EDU

La Corte EDU ha ritenuto che la Francia abbia violato l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che tutela la vita privata. La sentenza ha stabilito che:

“L’esistenza stessa di un obbligo matrimoniale ai rapporti sessuali è contraria alla libertà sessuale e al diritto di disporre del proprio corpo”.

Il consenso al matrimonio non implica automaticamente il consenso ai rapporti sessuali futuri. Qualsiasi obbligo normativo in tal senso è una violazione della dignità personale e della libertà individuale.

In Italia, le pronunce della Cassazione devono ora essere lette alla luce della sentenza della Corte EDU. La separazione può essere concessa per incompatibilità, ma non con addebito basato sulla mancanza di rapporti sessuali. Inoltre, la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia, stabilisce che il sesso senza consenso è sempre una forma di violenza.

La Corte EDU ha riaffermato un principio fondamentale: la libertà sessuale non può essere compromessa da vincoli giuridici derivanti dal matrimonio. Questa sentenza segna un punto di svolta per l’interpretazione dei diritti coniugali in Europa.

Scarica la sentenza: Corte europea sentenza 23 gennaio 2025

 

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