Nella giornata di ieri, l’Aula della Camera ha dato il via libera al Ddl Sicurezza, che adesso proseguirà il suo iter al Senato. Il testo, presentato dai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, della Giustizia Carlo Nordio e della Difesa Guido Crosetto, ha raccolto 162 voti favorevoli, 91 contrari e 3 astensioni. Il provvedimento, discusso dal febbraio scorso, è composto da 38 articoli suddivisi in sei Capi, e introduce oltre 20 tra nuovi reati e aumenti di pena. La prossima votazione al Senato sarà cruciale per la definitiva approvazione di un disegno di legge che ha suscitato forti polemiche, soprattutto da parte delle opposizioni.
Le principali misure del Ddl Sicurezza
Il provvedimento si articola in varie aree di intervento, che spaziano dalla sicurezza pubblica alla tutela delle forze dell’ordine e delle infrastrutture strategiche. Di seguito una sintesi delle principali disposizioni:
- Capo I (articoli 1-9): mira alla prevenzione e al contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata, con misure anche in tema di beni sequestrati e controlli di polizia.
- Capo II (articoli 10-18): si concentra sulla sicurezza urbana, rafforzando i poteri di controllo sul territorio.
- Capo III (articoli 19-32): introduce tutele per il personale delle forze di polizia, forze armate e il Corpo dei Vigili del Fuoco, includendo anche organismi di intelligence.
- Capo IV (articolo 33): istituisce un albo di esperti a sostegno delle vittime di usura per il loro reinserimento nel sistema economico legale.
- Capo VI (articolo 38): prevede una clausola di invarianza finanziaria generale, tranne per alcuni articoli specifici (17, 21, 22, 23 e 36).
Le principali novità del Ddl Sicurezza
Tra le norme più discusse, il Ddl Sicurezza introduce una serie di misure restrittive e di controllo che abbracciano diversi ambiti:
- Bodycam per la polizia: sarà possibile per le forze dell’ordine utilizzare le bodycam durante operazioni di ordine pubblico, anche se l’uso non sarà obbligatorio. Respinta invece la proposta di inserire numeri identificativi sulle divise, come richiesto dalle opposizioni.
- Videocamere negli interrogatori: introdotta la possibilità di registrare gli interrogatori per prevenire abusi e accuse infondate contro le forze dell’ordine.
- Norma “anti-Gandhi”: carcere fino a un mese per chi da solo blocca una strada o una ferrovia, e pene da sei mesi a due anni per chi commette lo stesso reato in gruppo. Questa disposizione, contestata dalle opposizioni, è stata soprannominata “anti-Gandhi”.
- Stretta sulle detenute madri: diventa facoltativo il rinvio della pena per donne incinte o madri con figli sotto l’anno. Il governo dovrà fornire una relazione annuale sull’applicazione di queste misure.
- Cannabis light: viene vietata la coltivazione e vendita delle infiorescenze di cannabis a basso contenuto di THC per usi diversi da quelli industriali consentiti. Le infrazioni saranno punite secondo il Testo Unico sulle sostanze stupefacenti.
- Aggravanti per i No Tav e i manifestanti contro opere pubbliche: sarà introdotta un’aggravante per chi utilizza la violenza per impedire la realizzazione di opere strategiche.
- Tutela legale delle forze dell’ordine: viene raddoppiato il fondo per le spese legali degli agenti coinvolti in procedimenti giudiziari legati al loro servizio, con un tetto fino a 10mila euro.
- Nuovo reato di occupazione abusiva: viene introdotta una nuova fattispecie di reato contro l’occupazione arbitraria di immobili destinati ad abitazione altrui, con pene da due a sette anni di reclusione.
- Sim per stranieri solo con permesso di soggiorno: i cittadini extracomunitari dovranno esibire il permesso di soggiorno per acquistare SIM sul territorio nazionale.
- Resistenza passiva in carcere: il reato di resistenza in carcere sarà esteso anche a comportamenti di resistenza passiva, punibili con reclusione da uno a cinque anni.
- Castrazione chimica: sebbene sia stato respinto come emendamento in commissione, il tema della castrazione chimica è rientrato come ordine del giorno proposto dalla Lega. È prevista la creazione di una commissione tecnica per valutare l’adozione di percorsi di assistenza sanitaria, anche farmacologica, per i condannati per violenza sessuale.
Lo scontro politico e le reazioni
Il Ddl Sicurezza ha incontrato la ferma opposizione delle forze politiche di centrosinistra, che denunciano un giro di vite sulle libertà personali e un approccio repressivo su temi sociali. Durante il dibattito alla Camera, numerose voci critiche hanno definito il testo “autoritario”, puntando il dito soprattutto sulle norme riguardanti la protesta pubblica e la resistenza in carcere.
Nonostante le critiche, la maggioranza ha difeso il provvedimento, considerandolo una risposta necessaria per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Ora il disegno di legge passa al Senato, dove si prevede un confronto serrato tra i diversi schieramenti politici.
Le votazioni al Senato, attese nelle prossime settimane, rappresenteranno un banco di prova per la tenuta della maggioranza e la possibilità di ulteriori modifiche al testo prima della sua definitiva approvazione.




