Avvocato Massimo Ferrante

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DIMENTICA LE LUNGHE ATTESE CONSOLARI: FAI RICORSO AL GIUDICE ITALIANO

Hai presentato richiesta di cittadinanza presso il Consolato Italiano? Sai che potresti aspettare anche più di dieci anni? Leggi questo articolo e partecipa al nostro ricorso al Tribunale italiano.

La richiesta di cittadinanza iure sanguinis per cittadini stranieri deve essere inoltrata all’autorità consolare competente territorialmente nel paese in cui l’interessato vive (ad esempio presso il Consolato Generale d’Italia a San Paolo per gli Stati di San Paolo, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Rondônia e Acre). Il richiedente deve produrre la documentazione che attesti la non interrotta linea di discendenza dal parente italiano.

Evitare le Lunghe Attese Consolari

Tuttavia, le lungaggini burocratiche che riguardano le autorità consolari e le ambasciate di alcuni paesi (anche 10 o 12 anni!) comportano un diniego di fatto del proprio diritto a ottenere detta cittadinanza. In questo caso, è possibile rivolgersi al giudice italiano per evitare una lunghissima attesa che frustrerebbe l’interessato a ottenere il riconoscimento di un proprio diritto soggettivo.

In particolari Stati, come il Brasile, le liste di attesa per le domande di cittadinanza sono pressoché infinite e il tempo di definizione dei procedimenti ha superato il decennio (nel Consolato di San Paolo l’attesa è giunta a 13 anni).

Rivolgersi al Tribunale Italiano

Il Tribunale di Roma ha preso atto di tale blocco totale ed ha statuito che: “anche indipendentemente dalle previsioni normative sopra richiamate, si può affermare che simili coordinate temporali si sostanziano in un diniego di riconoscimento del diritto vantato dai richiedenti, giustificando così il loro accesso alla via giurisdizionale” (Tribunale Roma, sez. I, 29/01/2019, n. 2055).

Si è venuta a creare la possibilità di presentare il ricorso al Tribunale laddove lo Stato Italiano (per opera dei propri Consolati) non fosse stato in grado di evadere la richiesta entro il termine previsto dalla legge, ovvero nei 730 giorni indicati dal DPCM n. 33 del 17 gennaio 2014.

 

Evoluzione dell’Orientamento del Tribunale

L’orientamento del Tribunale si è poi evoluto ulteriormente. Nell’ultimo periodo sono intervenute interessanti pronunce del Tribunale di Roma, in base alle quali non è più richiesto il trascorso del termine di 730 giorni e non è nemmeno più necessaria la preventiva presentazione della domanda avanti il Consolato.

Due ordinanze specifiche (Trib. Roma ord. 25/02/2020; Trib. Roma 9.9.2020 R.G. n. 38773/2019) affermano che la disciplina in materia non impone, ai fini dell’accertamento del relativo diritto, la domanda o l’iter amministrativo come presupposto o condizione per la domanda in sede giudiziale.

Tutela dei Diritti dei Cittadini

Trattandosi di un procedimento sullo stato e capacità delle persone, al cittadino deve essere sempre concessa tutela ex art. 113 Cost. davanti al giudice ordinario (Cass. civ. Sez. Un. del 09/12/2008, n.28873). Inoltre, il d.lgs. n. 150/2011, che disciplina il rito delle controversie in materia di cittadinanza devolute al giudice ordinario, utilizza il concetto di “accertamento dello stato di cittadinanza” e non di “impugnazione o opposizione” di un provvedimento del Consolato.

Come Possiamo Aiutarti ad Ottenere la Cittadinanza Italiana iure sanguinis?

  1. Verifica dei Documenti in Possesso

    La prima questione da affrontare è la verifica dei documenti necessari per procedere alla richiesta di cittadinanza iure sanguinis tramite ricorso giudiziario. Deve essere verificata la continuità della trasmissione della cittadinanza italiana tra le generazioni, nonché la non naturalizzazione dell’avo italiano.

  2. Ricerca dei Documenti Necessari in Italia

    Il nostro Studio Legale, grazie a una rete di collaboratori in tutta Italia, può aiutarti a recuperare i documenti italiani del tuo antenato per presentare la domanda presso il Consolato o per presentare ricorso al Giudice italiano.

  3. Apostille e Legalizzazione dei Documenti

    Un documento in italiano deve essere tradotto, giurato e apostillato o legalizzato per avere validità all’estero. Il procedimento corretto è:

    • Apostillare o legalizzare il documento presso la Prefettura o la Procura della Repubblica.
    • Tradurre il documento e l’apostille o la legalizzazione, giurare la traduzione presso la Cancelleria del Tribunale o del Giudice di Pace o dinanzi a un Notaio.
    • Apporre un’ulteriore apostille o legalizzazione al verbale di giuramento.
  4. Presentazione del Ricorso

    Dopo aver ottenuto e legalizzato tutti i documenti necessari, passeremo al conferimento del mandato al nostro studio per l’immediata presentazione del ricorso al Tribunale italiano.

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