“Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni”

SE HAI RICEVUTO IL DINIEGO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DA PARTE DELLA COMMISSIONE TERRITORIALE, LO STUDIO LEGALE DELL’AVVOCATO MASSIMO FERRANTE PUO’ AIUTARTI A PRESENTARE IL RICORSO DINANZI IL TRIBUNALE.

Occorre premettere che la protezione internazionale può essere riconosciuta su due livelli differenti, lo status di rifugiato (atti persecutori ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra) e la protezione sussidiaria (situazione non grave come quella del rifugiato politico ma che attiene più al luogo di provenienza ed all’indiscriminata e generalizzata lesione e compressione dei diritti umani).

Ricordando la fase procedimentale, possiamo indicare alcuni passaggi fondamentali:

  1. formulazione della domanda: compilazione del modello C3 (la c.d. manifestazione di volontà) presso la Polizia di Frontiera oppure presso l’Ufficio Immigrazione della Questura (al richiedente asilo verrà rilasciata una ricevuta di presentazione valida come permesso di soggiorno provvisorio della durata di sei mesi rinnovabili sino alla definizione della pratica in via amministrativa e/o giudiziaria);
  2. analisi della domanda da parte della Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione internazionale ed eventuale audizione/intervista del richiedente asilo;
  3. tipologia di domande che vengono poste al richiedente asilo:
    • identità (origini, famiglia, cultura, studi, lavoro ed eventualmente religione, idee politiche etc.);
    • motivi per cui è stato lasciato il Paese di origine;
    • timori di potenziali rischi legati ad un eventuale rientro nel Paese di origine;
  4. esito della domanda di asilo che avviene mediante una decisione della Commissione ed eventuale ricorso giurisdizionale al Tribunale Competente;
  5. in sede di Giudizio, previsione (ora non più) di due gradi di merito ed uno di legittimità.

In base alla Convenzione di Ginevra del 1951, si è riconosciuto rifugiato se si ha un timore fondato di essere perseguitato, nel Paese di origine, per motivi di:

  • razza (ad esempio per il colore della pelle o per la appartenenza ad un gruppo etnico);
  • religione (ad esempio per la religione e riti che pratichi o che non pratichi); nazionalità (ad esempio per la tua lingua, cultura, origini etniche);
  • opinione politica (ad esempio per la tua appartenenza a gruppi politici o per le tue idee politiche);
  • appartenenza ad un determinato gruppo sociale, cioè un gruppo di persone che si identificano in caratteristiche comuni o sono percepite dalla società come gruppo distinto proprio per quelle caratteristiche (per esempio, in alcuni Paesi, uno specifico orientamento sessuale o un determinato lavoro o un determinato stile di vita);
  •  

Quando non ci sono i presupposti per lo status di rifugiato, può essere riconosciuta la protezione sussidiaria se sussistono fondati motivi per ritenere che, in caso di ritorno nel paese di origine, si corra effettivamente il rischio di un danno grave (condanna a morte, tortura, trattamento inumano o degradante, pericolo di morte perché nel Paese c’è un conflitto armato in corso) e non è possibile ottenere protezione dal Paese di origine

Il DL 20/23 (CD Decreto Cutro), ha di fatto eliminato le modifiche apportate nel 2020 all’articolo 19, restringendone nuovamente le ipotesi di divieto di espulsione e, conseguentemente, le possibilità di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale.

Chi può ottenere il permesso di soggiorno per protezione speciale?

Il permesso di soggiorno per “protezione speciale” è regolato innanzitutto dall’art.32, comma 3, D.Lgs. 28 gennaio 2008 n.25 che ne prevede il rilascio nei casi in cui la Commissione Territoriale non riconosca al cittadino straniero richiedente asilo né lo status di rifugiato né la protezione sussidiaria, ma ritiene ricorrano i presupposti di cui all’articolo 19, commi 1 e 1.1, del Testo Unico Immigrazione (casi di divieto di respingimento). In questi casi la Commissione trasmette gli atti al questore per il rilascio di un permesso di soggiorno ((biennale)) che reca la dicitura “protezione speciale”.

Quali sono i presupposti che giustificano il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale?


Il permesso per protezione speciale è rilasciato dal Questore tutte quelle volte in cui in un eventuale respingimento verso uno Stato, il soggetto potrebbe essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di orientamento sessuale, di identità di genere di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione.

È possibile richiedere un permesso di soggiorno per protezione speciale senza aver presentato domanda di protezione internazionale?

Dopo le modifiche introdotte dalla legge n. 50/23 tale possibilità sembra essere venuta meno, essendo stata eliminata la possibilità per il questore di rilasciare un permesso di soggiorno per protezione speciale quando sia stata presentata la domanda per un’altra tipologia di permesso di soggiorno. In attesa di ulteriori chiarimenti da parte del Ministero dell’Interno, non sembra comunque sia più possibile richiedere il permesso per protezione speciale direttamente alla Questura, ovvero al di fuori delle procedure previste per la protezione internazionale.

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