Documenti per la Cittadinanza Italiana

La cittadinanza è il vincolo giuridico che sussiste tra un soggetto e un determinato paese, dal quale discendono una serie di diritti (e anche di doveri).

Uno dei criteri più diffusi per l’acquisto della cittadinanza italiana è proprio la nascita.

Il quadro normativo di riferimento, che disciplina la materia, è il seguente:

  • legge 5 febbraio 1992, n.91 e successive modificazioni (con particolare rilievo alle modifiche apportate dalla legge 15 luglio 2009 n.94 per l’acquisto della cittadinanza per matrimonio ed il Decreto Legge 21 giugno 2013, n.69 per l’acquisto della cittadinanza per lo straniero nato in Italia;
  • Il relativo regolamento di attuazione: Decreto Presidente Repubblica n.12 ottobre 1993 n.572;
  • Decreto Presidente Repubblica 18 aprile 1994, n.362.

La materia è altresì disciplinata da diverse norme di carattere sovranazionale, in particolare per quanto riguarda i rapporti tra Stati firmatari di Trattati e convenzioni internazionali.

Da tale quadro normativo si desumono i seguenti casi di acquisto della cittadinanza italiana per nascita:

È cittadino per nascita:

1) il figlio di padre o di madre cittadini;  
II possesso della cittadinanza italiana per nascita (iure sanguinis) si trasmette di genitore in figlio, indipendentemente dal luogo di nascita. E’ quindi cittadino italiano il figlio di padre o madre cittadini italiani, anche se nato all’estero. Dunque, anche il discendente di cittadino italiano nato all’estero è cittadino italiano, purché né lui né i suoi ascendenti (genitori, nonni, bisnonni…) abbiano mai dichiarato di voler rinunciare alla cittadinanza italiana.

La legge 91/1992 fa riferimento esplicito alla trasmissione della cittadinanza sia per la madre che per il padre. Questa specificazione (introdotta per prima dalla legge 123/1983, abrogata dalla legge 91/1992) modificava la previgente disciplina prevista dall’art. 1 della legge 13 giugno del 1915, che stabiliva che la cittadinanza fosse trasmissibile solo in via paterna e in via materna in pochissime eccezioni; inoltre, la stessa disposizione prevedeva la caducazione della cittadinanza italiana per la donna che sposava un cittadino straniero. Questa previsione comportava l’impossibilità per moltissimi figli e discendenti di emigrati di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana. La Corte Costituzionale è intervenuta, con Sentenza nr. 30/1983 dichiarando illegittima la norma nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina. In forza di tali sentenze, dunque, hanno potuto conseguire la cittadinanza italiana i figli nati da madre cittadina a condizione che questa fosse in possesso di tale cittadinanza al momento della nascita dei figli. Inoltre, poiché la disciplina è stata modificata conformemente ai principi della Costituzione, si ritiene che la cittadinanza italiana di derivazione materna si possa attribuire nei casi in cui la nascita sia intervenuta dopo il 1 gennaio 1948, data di entrata in vigore della Carta Costituzionale (Corte di Cassazione, sentenza n.12061/1998). Di conseguenza, non essendo intervenuta alcuna novella legislativa, sebbene la giurisprudenza costituzionale abbia chiarito come la donna potesse trasmettere la cittadinanza, anche nel caso di nascita del discendente antecedente il 1 Gennaio 1948, questa specifica fattispecie va riconosciuta tramite ricorso al tribunale. Il foro competente, ai sensi del c. 36 dell art. 1 legge riforma processo civile nr. 206 del 26.11.2021 è quello ove insiste il comune di nascita del discendente italiano (con efficacia dal 22.6.2022)

2) Chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono.

Questa circostanza fa riferimento ad una particolare eccezione di iure soli, ovvero cittadinanza per nascita sul territorio italiano, a condizione che però o entrambi i genitori del richiedente siano sconosciuti o apolidi (ovvero privi di qualsiasi cittadinanza) o se il figlio non ha la stessa cittadinanza dei genitori secondo la legge del paese di provenienza dei genitori.

3) E’ considerato cittadino per nascita il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.

4) Il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale della filiazione durante la minore età del figlio ne determina la cittadinanza secondo le norme della presente legge.

In questo caso, il riconoscimento e la dichiarazione giudiziale della filiazione durante la minore età comporta automaticamente la cittadinanza; nel caso in cui il figlio riconosciuto sia maggiorenne, lo stesso sarà tenuto a effettuare una dichiarazione entro un anno dal riconoscimento. 

Per fare domanda di cittadinanza italiana per nascita sono necessari i seguenti documenti:

1) atto di nascita;
2) atto di matrimonio;
3) atto di morte eventuale.

Tali documenti devono essere predisposti per ciascun membro dell’albero genealogico a partire dal capostipite italiano fino al soggetto richiedente la cittadinanza e dovranno essere legalizzati.

Solo in questo caso è possibile ottenere un permesso di soggiorno per attesa cittadinanza, mediante invio del kit postale alla Questura – Ufficio Immigrazione della Provincia in cui si trova il Comune; tuttavia tale permesso non permette di svolgere attività lavorativa, ma può essere convertito.

La richiesta andrà inoltrata al comune di residenza, se il cittadino straniero risiede in Italia, o al consolato competente se risiede all’estero.

Cittadinanza italiana per matrimonio

L’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio è riconosciuto al cittadino straniero, o apolide, sposato con il coniuge cittadino italiano che possiede i requisiti previsti dalla legge e individuati dagli artt.5 e 6, legge 5 febbraio 1992 n.91.

È un diritto riconosciuto ai coniugi (marito o moglie) di cittadini italiani, a condizione che:

  • non siano legalmente separati o divorziati;
  • non siano un pericolo per la sicurezza dello stato

Requisiti cittadinanza italiana per matrimonio

Se residenti in Italia:

  • il cittadino straniero deve essere residente in Italia da almeno due anni dopo la data del matrimonio.

In questo caso la domanda va presentata alla Prefettura del luogo di residenza.

Se residenti all’Estero:

  • devono passare almeno tre anni dopo la data del matrimonio.

In questo caso, invece, la domanda va presentata al Consolato o Ambasciata Italiana nel paese estero in cui si vive.

Entrambi i termini sono ridotti della metà (rispettivamente 12 e 18 mesi) in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.

Ulteriori requisiti sono:

  • Non deve essere intervenuta sentenza di scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio o dell’unione civile (leggi l’articolo su cosa succede alla domanda di cittadinanza in caso di separazione).
  • Conoscenza della lingua italiana.
  • Assenza di condanne penali e di pericolosità sociale.

Per la domanda di cittadinanza per matrimonio non dovrai dimostrare i redditi e non sarai soggetto alla verifica del “grado d’integrazione”.

Documenti cittadinanza italiana per matrimonio

E’ molto importante essere in possesso di tutti i documenti richiesti prima di presentare la domanda di cittadinanza per matrimonio.

Ecco un elenco.

  1. Estratto atto di nascita.
  2. Certificato penale del paese di origine e degli eventuali paesi terzi di residenza.
  3. Atto integrale di matrimonio.
  4. Permesso di soggiorno/attestazione di soggiorno.
  5. Codice fiscale e carta identità.
  6. Ricevuta versamento del contributo di Euro 250,00

La normativa attuale, inoltre, il richiede il superamento, per il coniuge straniero, di un test di italiano.

Il termine entro il quale la decisione va adottata è di trentasei mesi.

La competenza è del prefetto del luogo di residenza, ove il richiedente abbia la residenza in Italia, mentre del Ministero degli Interni nel caso di residente all’estero.

Cittadinanza italiana per residenza (per naturalizzazione) 

La cittadinanza può essere concessa per naturalizzazione allo straniero residente legalmente nel territorio italiano per un periodo determinato. Il quadro normativo di riferimento è il seguente:

– Legge n. 91 del 5 febbraio 1992 (Nuove norme sulla cittadinanza), così come modificata dal D.L. n. 113 del 4 ottobre 2018 (c.d. “Decreto Sicurezza”), convertito a sua volta con Legge n. 132 del 1° dicembre 2018;

-D.P.R. n. 572 del 12 ottobre 1993 (Regolamento di esecuzione della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza);

D.P.R. n. 362 18 aprile 1994 (Regolamento recante disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana).

Il primo e più importante requisito è la residenza legale nel nostro paese. Per residenza legale per residenza legale si intende l’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente, a seguito di ingresso e permanenza in Italia con regolare permesso di soggiorno. Sebbene non espressamente richiesta dalla norma, la residenza in Italia deve essere ininterrotta.

  • 10 anni di residenza per i cittadini extracomunitari (art. 9 lett. f)
  • 4 anni di residenza per i cittadini dell’Unione europea (art. 9 lett. d)5 anni di residenza per gli apolidi (9 lett. e) e i rifugiati politici (art. 16 c.2);
  • 5 anni di residenza per gli stranieri maggiorenni adottati da cittadini italiani (art.9 lett. b);
  • 3 anni di residenza per gli ascendenti in linea retta di cittadini italiani e per gli stranieri nati in Italia i quali non abbiano ottenuto, o potuto ottenere, il riconoscimento della cittadinanza presso il comune di residenza (art.9 lett. a);
  • 5 anni di servizio, anche all’estero, alle dipendenze dello Stato (art.9 lett. c).

Requisiti cittadinanza italiana per residenza

Oltre al requisito della residenza italiana è necessario che lo straniero soddisfi anche ulteriori requisiti, quali:

  • conoscenza della lingua italiana, almeno livello B 1 del quadro europeo di riferimento;
  • Detta certificazione andrà rilasciata o da un istituto di istruzione pubblico o privato riconosciuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) o dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR).ovvero da produrre apposite certificazione rilasciata da uno degli enti certificatori riconosciuti dal MAECI o dal MIUR edabilitati a rilasciare certificazioni relative alla competenza linguistica CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità).
  • assenza di condanne penali e pericolosità sociale.

Sono altresì previsti dei parametri reddituali dettati dall’art. 3 del D.L. n. 382/1989 (convertito in L. 8/1990) a fini di esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria da parte dei titolari di pensione di vecchiaia.

In base a tali parametric il reddito non dev’essere inferiore a:

  • €. 8.263,31 se il richiedente non ha alter persone a carico;
  • € 11.362,05 se il richiedente ha il coniuge a carico, maggiorato di ulteriori €. 516,00 per ogni ulteriore persona a carico (ad es. figli).

Documenti cittadinanza italiana per residenza

Possedere tutti i documenti corretti prima di presentare la domanda di cittadinanza italiana è fondamentale. Senza i documenti corretti, sicuramente, la domanda verrà rigettata.

Ecco un elenco dei documenti per presentare la domanda di cittadinanza italiana per residenza Certificato di nascita.

  1. Certificato penale del paese di origine.
  2. Permesso di soggiorno/attestazione di soggiorno.
  3. Codice fiscale.
  4. Carta d’identità.
  5. Test di conoscenza della lingua italiana.
  6. Certificato storico di residenza.
  7. Test di integrazione.
  8. Ricevuta di versamento del contributo di Euro 250,00.

Acquisto cittadinanza italiana per beneficio di legge

Le ipotesi di acquisto della cittadinanza per beneficio di legge disciplinate dall’art.4 della legge n.91/1992, riguardano:

  1. lo straniero, o l’apolide, discendente in linea retta, entro il secondo grado, da cittadino italiano per nascita
  2. lo straniero nato in Italia e legalmente residente nel territorio nazionale fino al raggiungimento della maggiore età.

Cittadinanza bambini nati in Italia

I figli di genitori stranieri, nati in Italia, possono richiedere la cittadinanza italiana

Ma a determinate condizioni:

Raggiungimento dei 18 anni, il figlio cittadino stranie ronato in Italia, potrà scegliere se mantenere la cittadinanza originaria, o richiedere quella Italiana.

Per richiedere la Cittadinanza Italiana sono necessari una serie di requisiti:

  1. Essere nato in Italia da genitori cittadini stranieri regolarmente soggiornanti.
  2. Essere residente in Italia dalla nascita e fino ai 18 anni, senza interruzioni.
  3. Presentare la dichiarazione all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di Residenza.

I documenti richiesti sono I seguenti:  

  • Ricevuta del pagamento di Euro 250,00;
  • Copia integrale dell’atto di nascita;
  • Passaporto in corso di validità;
  • Permesso di soggiorno ininterrotto dalla nascita fino al compimento dei 18 anni di età;
  • Certificato storico di residenza dalla nascita fino al compimento dei 18 anni di età.

Figli conviventi e cittadinanza automatica

Un altro aspetto molto importante riguarda la possibilità automatica, per i figli conviventi di cittadini stranieri di diventare cittadini italiani.

La legge, infatti, prevede che i figli minorenni diventano automaticamente italiani se convivono con il genitore che si è naturalizzato.

Come si richiede la cittadinanza italiana?

La cittadinanza italiana per matrimonio e per naturalizzazione va richiesta online, tramite la compilazione del modulo inserito nel portale del Ministero dell’Interno, tramite l’autenticazione a mezzo SPID.

La domanda di cittadinanza italiana per nascita, invece, va presentata direttamente presso il Comune Italiano, all’Ufficio Anagrafe/Stato Civile del Comune di domicilio.

Precedentemente le domande di cittadinanza italiana venivano inviate sempre online, ma senza l’utenza SPID. Ma dal 2021 non è più così.

Tutte le nuove domande di cittadinanza italiana per residenza o per matrimonio devono essere inviate tramite l’utenza SPID (cioè l’identità digitale).

Questo significa che chi non è in possesso dello SPID non solo non potrà entrare nel portare e inviare la domanda, ma non potrà nemmeno controllare la propria domanda inviata prima del 2021.

Se hai presentato la domanda prima del 2021 è fondamentale associare la domanda di cittadinanza italiana al tuo SPID.