Per quali reati è previsto l’indennizzo?

Se sei stato vittima di un grave delitto contro la tua persona, commesso con dolo, puoi ottenere un indennizzo da parte dello stato.

La legge n.122 del 2016 prevede che hanno diritto all’indennizzo, in caso di morte della vittima, la moglie e i figli, in loro assenza i genitori, in ultimo, se non vi sono i parenti indicati, i fratelli se conviventi e a carico del deceduto.

L’indennizzo che puoi ottenere è così indicato e suddiviso:

  • euro 50 mila per il reato di omicidio;
  • euro 60 mila solo per i figli delle vittime di omicidio commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona legata da relazione affettiva;
  • euro 25 mila per il delitto di violenza sessuale, salvo che ricorra la circostanza della minore gravità (art. 609 bis, comma 3, codice penale);
  • euro 25 mila per le lesioni personali gravissime (art. 583, comma 2, codice penale);
  • euro 25 mila per la deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al viso (art. 583-quinquies,codice penale).

Per gli altri reati dolosi contro la persona puoi ottenere il rimborso delle spese mediche sostenute fino a 15.000 euro.

L’indennizzo viene riconosciuto anche nell’ipotesi in cui venga accertata la sussistenza del reato di violenza senza, però, aver potuto individuarne l’autore, il quale sia pertanto rimasto ignoto.

Affinchè possa essere riconosciuto l’indennizzo statale per aver subìto un reato di violenza, occorre che sussistano anche altri requisiti:

– Una volta divenuta irrevocabile la sentenza di condanna, salvo che la persona condannata sia stata ammessa al gratuito patrocinio o nei casi di omicidio commesso entro le mura domestiche, si deve aver tentato di procedere infruttuosamente contro il patrimonio del debitore;

– La vittima non deve aver concorso neppure colposamente nella commissione del reato dal quale è conseguito il danno;

– Occorre non esser mai stati condannati con sentenza definitiva o sottoposti a procedimento penale per gravi reati;

– Non si deve avere già ottenuto un risarcimento per lo stesso fatto da altri soggetti pubblici o privati come ad esempio l’assicurazione. Nel caso in cui tali ultimi abbiano ristorato parzialmente il danno, l’indennizzo sarà decurtato della corrispondente misura.

ALTRA IMPORTANTE NOVITA’

Altra importante novità è quella legata alla possibilità per le vittime di reati commessi in ambito domestico, di richiedere l’erogazione di un acconto economico (“provvisionale”) prima che sia pronunciata la sentenza definitiva, qualora la vittima o i suoi eredi si trovassero in stato di bisogno.

Come si presente la domanda di indennizzo?

Se non sei riuscito a ricevere il risarcimento da parte del reo, potrai depositare l’istanza presso la Prefettura territorialmente competente entro 120 giorni da passaggio in giudicato della sentenza penale ovvero sempre entro 120 giorni dall’ultimo atto della procedura esecutiva infruttuosa intentata contro il responsabile.

Alla domanda si dovranno allegare una serie di documenti:

  • la sentenza penale di condanna del reo o un decreto di archiviazione, specificando quando è divenuta definitiva;
  • il decreto di ammissione al patrocinio a spese dello Stato di cui abbia beneficiato l’imputato (in questo caso non sarà necessario procedere con azione esecutiva);
  • tutta la documentazione sulla procedura esecutiva contro il reo, visure mobiliari e immobiliari, pignoramento presso terzi ed altro;
  • documentazione delle spese mediche se sostenute;
  • se parente di una vittima di omicidio, allega anche una dichiarazione sulla tua qualità di erede e uno stato di famiglia.

In caso di accoglimento, lo Stato corrisponderà l’indennizzo e le eventuali spese mediche sostenute sul conto corrente indicato.

In caso di risultato sfavorevole dell’esame della tua istanza, riceverai una comunicazione dalla Prefettura e potrai proporre altri documenti e altre osservazioni.

Come possiamo aiutarti ad ottenere l’indennizzo da parte dello Stato?

Assistenza alla compilazione della domanda presso la Prefettura competente.

Lo Studio Legale dell’Avv. Massimo Ferrante ti accompagnerà passo dopo passo nella presentazione della domanda di accesso al “Fondo di Rotazione per le Vittime dei Reati Intenzionali Violenti” per ottenere l’indennizzo previsto dallo Stato.

Un supporto unico, preciso e professionale.

Affronteremo assieme tutte le problematiche del caso, il tutto non solo in presenza in studio, ma anche a distanza, mediante l’uso di internet e piattaforme come Meet di google, in modo tale da evitare di incorrere in errori e pregiudicare il corretto iter amministrativo della pratica.

Richiesta di documentazione integrativa

Durante l’istruttoria della domanda di accesso al Fondo, potrebbe capitare che la Prefettura o addirittura la Commissione Centrale a Roma, possa richiedere della documentazione integrativa a quella già depositata.

Non ti lasceremo solo, ma il nostro supporto ti accompagnerà fino al completamento dell’iter burocratico.

Eventuale comunicazione del preavviso di rigetto

Il Fondo istituito presso il Ministero dell’Interno svolge un’attività istruttoria molto approfondita, non solo sul caso giudiziario sottoposto, ma soprattutto sulle persone che hanno fatto la domanda.

Per questa ragione, la presenza di sentenze di condanna per gravi reati oppure la pendenza di processo penali potrebbero ostacolare la conclusione positiva dell’istanza al Fondo per ottenere l’indennizzo di Stato.

La Prefettura, infatti, prima di rigettare o non accogliere la domanda, notifica il “preavviso di rigetto” concedendo un termine di dieci giorni per presentare le difese scritte.

Anche qui, lo Studio di darà ampio supporto sul punto, forte di anni di esperienza sul campo, redigendo memorie difensive con i più recenti orientamenti dei Tribunali.