LA REVISIONE EUROPEA DOPO L’ESITO FAVOREVOLE DELLA CEDU

Un nuovo strumento introdotto dalla riforma “Cartabia” utile per chi ha ottenuto una sentenza favorevole dinanzi la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

 

La riforma Cartabia ha introdotto un’importante intervento che ha apportato novità con l’introduzione dell’art. 628- bis c.p.p..

La nuova disposizione, introduce una disciplina relativa alla rimozione degli effetti pregiudizievoli dei provvedimenti giudiziari interni (sentenza o decreto penale di condanna) adottati in violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dei Protocolli addizionali, qualora venissero accertati dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo su ricorso individuale dell’interessato.

Il primo comma dell’art.628-bis statuisce che:

«Il condannato e la persona sottoposta a misura di sicurezza possono richiedere alla Corte di cassazione di revocare la sentenza penale o il decreto penale di condanna pronunciati nei loro confronti, di disporre la riapertura del procedimento o, comunque, di adottare i provvedimenti necessari per eliminare gli effetti pregiudizievoli derivanti dalla violazione accertata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, quando hanno proposto ricorso per l’accertamento di una violazione dei diritti riconosciuti dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali o dai Protocolli addizionali alla Convenzione e la Corte europea ha accolto il ricorso con decisione definitiva, oppure ha disposto la cancellazione dal ruolo del ricorso ai sensi dell’articolo 37 della Convenzione a seguito del riconoscimento unilaterale della violazione da parte dello Stato».

Qui la novità non risiede tanto nell’individuazione della Cassazione quale organo competente alla ricezione della richiesta, bensì nell’assegnare alla medesima i poteri concreti di rimuovere gli effetti pregiudizievoli derivanti dalla violazione accertata dalla Corte europea.

«Fuori dei casi di inammissibilità, la Corte di cassazione accoglie la richiesta quando la violazione accertata dalla Corte europea, per natura e gravità, ha avuto una incidenza effettiva sulla sentenza o sul decreto penale di condanna pronunciati nei confronti del richiedente. Se non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto o comunque risulta superfluo il rinvio, la Corte assume i provvedimenti idonei a rimuovere gli effetti pregiudizievoli derivanti dalla violazione, disponendo, ove occorra, la revoca della sentenza o del decreto penale di condanna. Altrimenti trasmette gli atti al giudice dell’esecuzione o dispone la riapertura del processo nel grado e nella fase in cui si procedeva al momento in cui si è verificata la violazione e stabilisce se e in quale parte conservano efficacia gli atti compiuti nel processo in precedenza svoltosi».

Una volta ottenuto il provvedimento favorevole dinanzi la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, la legge assegna all’interessato o, in caso di morte, ad un suo congiunto la possibilità di depositare il ricorso entro 90 giorni dalla data in cui è divenuta definitiva la decisione della Corte Europea che ha accertato la violazione.

Unitamente alla richiesta sono depositati, con le medesime modalità, la sentenza o il decreto penale di condanna, la decisione emessa dalla Corte europea e gli eventuali ulteriori atti e documenti che giustificano la richiesta.

 

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