L’APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA DELLE PARTI

Il patteggiamento o, più correttamente, l’applicazione della pena su richiesta delle parti è un accordo tra l’imputato e il Pubblico Ministero (P.M.) ai fini della commisurazione di una pena, da parte del Giudice, non superiore ad anni cinque di reclusione anche con una pena pecuniaria annessa.

Tale applicazione si annovera – insieme con il rito abbreviato e la messa alla prova – tra i procedimenti alternativi al rito ordinario. Al momento della Prima Udienza o dell’Udienza Preliminare è infatti possibile concordare, con il proprio Difensore, la migliore strategie e le possibili soluzioni per scongiurare l’ipotesi di dover affrontare un processo penale.

Ciò dipende ovviamente, in larga parte, dal tipo di reato commesso dall’imputato.

L’art. 444 del Codice di Procedura Penale recita, in proposito, che

«L’imputato e il Pubblico Ministero possono chiedere al giudice l’applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria». «Sono esclusi dall’applicazione[…]» ancora, «[…] i procedimenti per i delitti di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, nonché quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell’articolo 99, quarto comma, del Codice Penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria».

Il patteggiamento è dunque un rito dalla natura deflativa nonché premiale, ove le parti definiscono anticipatamente il processo sulla base di una pena determinata consensualmente sia nella specie che nella quantità.

Si rivela fondamentale che il Giudice possa considerare l’intesa raggiunta come adeguata e corretta al reato commesso: qualora l’esito finale risulti positivo, costui emetterà sentenza riportando i termini dell’accordo.

La volontà dell’imputato viene espressa personalmente o, in alternativa, a mezzo di procuratore speciale.

Quest’ultima manifestazione può essere verificata dall’Organo Giudicante disponendo la comparizione personale dell’imputato in Udienza.

La richiesta, ancora, può essere formulata fino alla presentazione delle conclusioni in Udienza preliminare e fino alla dichiarazione di apertura del Dibattimento nei casi di rito direttissimo o procedimento ex art. 550 del Codice di Procedura Penale. Occorre motivare esclusivamente il dissenso del P.M. poiché è l’unico a tramutarsi in oggetto di valutazione del Giudice del Dibattimento in sede decisoria finale.

In caso di costituzione di Parte Civile l’Organo Giudicante, vista la non necessità di accordo del danneggiato sul rito, non può valutare la domanda di risarcimento danni ma deve unicamente limitarsi a liquidare le spese per la costituzione medesima, purché avvenuta prima dell’accordo di patteggiamento.

Il patteggiamento così come il giudizio abbreviato– eccetto il caso di richiesta principale di abbreviato semplice – possono essere oggetto, peraltro, di richiesta subordinata l’uno all’altro. La richiesta di patteggiamento tradizionale può essere connessa, financo, all’applicazione della sospensione condizionale della pena applicata.

L’applicazione della pena su richiesta delle parti fornisce alcuni vantaggi non poco significativi come il fatto che la pena stabilita dalle parti sia diminuita fino ad un terzo o, in aggiunta, che per le pene inferiori ad anni due la condanna non compaia sul casellario giudiziale a richiesta dei privati (la cd. fedina penale), che l’imputato non debba sostenere le spese processualiné accessorie (salvo esclusioni) e che le misure di sicurezza non vengano applicate.

Sono esclusi dal patteggiamento quei reati suscettibili di determinare un particolare allarme sociale così come talune categorie di soggetti fra cui i delinquenti abituali, professionali, per tendenza et similia.

La richiesta di applicazione pena dell’imputato non integra, infine, rilevante rinuncia agli effetti di prescrizione del reato ad oggetto d’accordo.

 

 

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