PARTE OFFESA, DANNEGGIATO E PARTE CIVILE NEL PROCESSO PENALE

Nell’ordinamento giuridico italiano, la parte offesa equivale al soggetto passivo del reato o altresì al detentore del bene giuridico protetto dalla norma penale. Non coincide con chiunque subisca un danno bensì, unicamente, con la figura che subisce la essenziale offesa al reato prefigurato.

Quest’ultima, ai sensi dell’art. 90 del Codice di Procedura Penale, «[…] in ogni stato e grado del procedimento può presentare memorie e, con esclusione del giudizio di Cassazione, indicare elementi di prova».

«La persona offesa minore, interdetta per infermità di mente o inabilitata […]», peraltro, «[…] esercita le facoltà e i diritti a essa attribuiti a mezzo dei soggetti indicati negli articoli 120 e 121 del Codice Penale». «Qualora la persona offesa sia deceduta in conseguenza del reato […]», ancora, «[…] le facoltà e i diritti previsti dalla legge sono esercitati dai prossimi congiunti di essa o da persona alla medesima legata da relazione affettiva e con essa stabilmente convivente».

Il danneggiato è, diversamente, colui che ha subito un pregiudizio derivante dalla commissione di un determinato fatto ritenuto criminoso ma che non coincide con la posizione del titolare dell’interesse giuridico tutelato dal testo normativo che disciplina il reato suddetto.

Viene indicato come parte civile chi riveste infine il ruolo di danneggiato e che decide, al contempo, di intervenire – nell’ambito del procedimento penale – al fine di poter richiedere il risarcimento dei danni subiti.

Le figure della persona offesa e della parte civile possono, il più delle volte, coincidere: allorquando il detentore del bene giuridico protetto dalla norma penale decida formalmente di costituirsi diventa, infatti, parte civile ed assume la facoltà di poter rivendicare una pretesa risarcitoria.

Ciò detto, sussistono delle fattispecie in cui ciò non si verifica: nel caso di omicidio, per porre un esempio, la persona offesa coinciderà con la vittima ma le persone danneggiate – con la possibilità, quindi, di costituirsi parte civile – saranno i suoi familiari.

Secondo quanto stabilito dall’art. 74 del Codice di Procedura Penale, tale azione civilistica può essere dunque esercitata in sede penale«[…] dal soggetto al quale il reato ha recato danno ovvero dai suoi successori universali, nei confronti dell’imputato e del responsabile civile». Per ciò che riguardano i termini ultimi per la costituzione, «[…] possono avvenire per l’udienza preliminare, prima che siano ultimati gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti, o, quando manca l’udienza preliminare, fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall’articolo 484 o dall’articolo 554 bis, comma 2» secondo quanto stabilito dall’art. 79 del Codice di Procedura Penale.

Quanto al modus, la costituzione di parte civile si traduce in un atto scritto contenente determinati elementi stabiliti dalle legge.

Si rivela fondamentale oltre che necessaria, peraltro, l’assistenza di un Avvocato munito di procura speciale.

Nell’evenienza in cui il Giudice penale condanni l’imputato al risarcimento così come alla rifusione delle spese legali sostenute dalla parte civile, quest’ultimo dovrà adempiere con la dazione delle somme il cui importo è fissato nella sentenza di condanna.

Se le prove acquisite nel corso del procedimento si dovessero invece rivelare non bastevoli ai fini della corretta quantificazione delle suddette somme, il Giudice penale emetterà una condanna generica al risarcimento rimettendo le parti innanzi al Giudice civile, il quale si prodigherà (mediante un procedimento civile) alla concreta quantificazione del danno sul piano monetario.

«A richiesta della parte civile […]», sancisce inoltre l’art. 539 del Codice di Procedura Penale, «[…] l’imputato e il responsabile civile sono condannati al pagamento di una provvisionale nei limiti del danno per cui si ritiene già raggiunta la prova». Si riconosce quindi al Giudice la possibilità di condannarli – su richiesta della parte civile – al pagamento della cd. provvisionale.

In altre parole, colui che è ritenuto penalmente responsabile versa una determinata quantità di denaro a titolo di risarcimento del danno ed in maniera anticipata rispetto alla definitiva determinazione dello stesso.

La provvisionale, infine, si ritiene come immediatamente esecutiva: non sarà quindi necessario dover attendere che la sentenza penale diventi irrevocabile per poter esercitare un’esecuzione forzata.

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