IMPUTATO ASSOLTO DA TENTATO OMICIDIO

sparo pistola

La ricostruzione della scena del crimine mediante consulenza tecnica: indispensabile strumento nella difesa dell’imputato per la ricerca della verità

Come accade nelle vicende giudiziarie più complesse la ricostruzione del fatto delittuoso, compiuto attraverso l’impiego di armi da fuoco, assume interesse essenziale la valutazione delle modalità di come siano stati esplosi i colpi.

Appare pertanto d’interesse riuscire a individuare tutti gli elementi – diretti, indiretti ed indotti – che permettono di stabilire se il proiettile intercetta la vittima con traiettoria diretta oppure indiretta per deviazione o rimbalzo, da quanto lontano viene esploso il colpo e con che angolazione, ecc.
I capisaldi sui quali si articola la ricerca e valutazione delle tracce, delle condizioni di mezzo, ambientali e causali si possono sintetizzare, secondo la loro importanza ai fini probatori sono:
• distanza di esplosione del colpo: appare evidente che in una dinamica con assenza di dati testimoniali certi, ed in presenza di dichiarazioni contraddittorie tra ferito e feritore, la definizione della distanza dalla quale è partito il colpo – già da sola o interpolata con altri elementi di base – permetterà di orientare l’investigatore sulla tesi più affidabile;
• angolazione d’impatto: anche qui la definizione in termini affidabili di quale sia stato l’orientamento del proiettile nel tempuscolo che attinse la vittima, può assumere un valore probante a carico o discarico dello sparatore, e può anche dare elementi di chiarimento sullo svolgimento effettivo del ferimento e sulle posizioni reciproche tra asse della canna dell’arma (impugnata dal feritore) e vittima;
• traiettoria d’impatto diretta od indiretta: nella ricerca degli elementi di valutazione della prova a carico o discarico del feritore, assumono valore capitale quelli che permettono di definire se il proiettile giunse sulla vittima direttamente oppure a seguito di una traiettoria di rimbalzo o deviazione, e pertanto nel ferimento intervenne il fattore causale ed imprevisto.
Una delle problematiche maggiormente sentite in balistica forense e in medicina legale al fine di fornire al giudice una prova sulla possibile volontarietà dell’atto omicidiario oppure sulla mera accidentalità, è quella di poter stabilire in termini di affidabilità se il “tiro” contro la vittima fu con traiettoria diretta oppure con traiettoria o traiettorie secondarie di rimbalzo, di deviazione o di trapassamento di altro bersaglio posto avanti alla vittima.
È ciò che è successo ad un giovane ragazzo, imputato per tentato omicidio con l’utilizzo di un’arma da fuoco.
Per il raggiungimento della verità processuale, l’Avvocato Massimo Ferrante, penalista catanese e legale dell’indagato, predisponeva una consulenza tecnico-scientifica, atta ad accertare, attraverso l’elaborazione e l’analisi delle immagini, se il colpo esploso fosse stato di natura diretta o indiretta.
In particolare, dalla sequenza video sotto analisi, i consulenti di ICTlab (Spinoff UniCT specializzata nel settore della Digital Forensics), guidati dal Prof. Sebastiano Battiato, hanno estrapolato i fotogrammi più significativi ed attraverso opportune elaborazioni sono stati in grado di identificare il momento dello sparo permettendo di stabilire come la linea di tiro e l’angolazione del braccio del soggetto che ha sparato non fossero idonee a giustificare una traiettoria del proiettile diretta. Risultava quindi più verosimile una linea di tiro indiretta, vista la posizione dei due soggetti, l’angolazione del braccio dello sparatore rispetto al corpo.
Tale analisi ha portato a dimostrare come il colpo esploso non fosse diretto alla vittima ma bensì diretta verso il suolo con conseguente rimbalzo del proiettile.
Ciò ha portato ad una riqualificazione del fatto in lesioni personali dell’originaria imputazione.

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