La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CORTE EDU) ha emesso una sentenza importante nella causa Cracò c. Italia (ricorso n. 30782/18), riguardante la pubblicazione non oscurata di dati sanitari sensibili del ricorrente, Giuseppe Cracò. La Corte ha riconosciuto una violazione dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che tutela il diritto alla vita privata e familiare.
Contesto del Caso
Il caso trae origine dalla pubblicazione online di una sentenza emessa dalla Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana della Corte dei Conti nel 2005.
La sentenza conteneva dettagliate informazioni sulle condizioni di salute di Giuseppe Cracò, che vive a Sant’Agata di Militello e ha presentato il ricorso. Cracò, nel 2009, aveva chiesto che le sue informazioni personali fossero oscurate per proteggere la propria privacy, ma la richiesta fu inizialmente respinta dal Tribunale di Palermo.
Dopo una serie di battaglie legali, nel 2016, la Corte di cassazione aveva riconosciuto l’illegittimità della pubblicazione dei dati sanitari di Cracò, rinviando il caso al Tribunale di Palermo per una nuova valutazione del risarcimento. Nonostante ciò, la sentenza con i dati sensibili rimase pubblicamente accessibile fino a maggio 2018, il che portò Cracò a rivolgersi alla CORTE EDU, denunciando la violazione della sua privacy.
Violazione dell’Articolo 8: Dati Sensibili e Privacy
La CORTE EDU ha valutato la illegiittimità della pubblicazione di dati sanitari sensibili alla luce dell’articolo 8 della Convenzione, che garantisce il rispetto della vita privata e familiare. La Corte ha osservato che, secondo la normativa italiana (Decreto Legislativo n. 196/2003), i dati sanitari sono considerati dati sensibili e non dovrebbero essere resi pubblici senza adeguata protezione.
La pubblicazione di tali informazioni da parte della Corte dei Conti ha costituito un’illecita ingerenza nella privacy del ricorrente, un principio già ribadito in precedenti decisioni della Corte, come nei casi Z c. Finlandia e Y.G. c. Russia. Nonostante la sentenza della Corte di cassazione che aveva dichiarato illegittima la pubblicazione, la mancata rimozione della sentenza incriminata dal sito internet della Corte dei Conti ha prolungato la violazione del diritto alla privacy di Cracò.
L’Obbligo di Oscurare i Dati
In Italia, la normativa impone che le sentenze contenenti dati sensibili debbano essere rese pubbliche solo in forma oscurata, cioè senza riferimenti diretti ai dati personali, soprattutto in relazione a informazioni mediche. Il Garante per la protezione dei dati personali ha emesso linee guida in tal senso, obbligando le autorità giudiziarie a prestare particolare attenzione alla tutela della privacy.
Tuttavia, nel caso di Cracò, questa protezione non è stata garantita. La sentenza con i dettagli medici del ricorrente è rimasta accessibile al pubblico per diversi anni, esponendo il ricorrente a una continua violazione della sua privacy, nonostante le sentenze favorevoli a livello nazionale. La CORTE EDU ha quindi riconosciuto che lo Stato italiano non ha adempiuto al proprio obbligo di proteggere i dati personali del ricorrente, in violazione dell’articolo 8 della Convenzione.
Risarcimento e Violazione
Nel 2017, il Tribunale di Palermo ha concesso a Cracò un risarcimento di 2.000 euro per il danno subito a causa della pubblicazione dei suoi dati sanitari, oltre a circa 3.500 euro per le spese legali. Tuttavia, Cracò ha lamentato che tale importo non fosse sufficiente a riparare il danno non patrimoniale subito e che il tardivo pagamento del risarcimento rappresentasse un’ulteriore violazione dei suoi diritti, ai sensi dell’articolo 6 § 1 della Convenzione e dell’articolo 1 del Protocollo n. 1.
La Corte ha valutato anche queste doglianze, ma ha ritenuto che il comportamento del ricorrente, in particolare il ritardo nella fornitura delle coordinate bancarie per il pagamento, abbia contribuito al ritardo nel versamento del risarcimento. Pertanto, la Corte ha ritenuto infondate tali lamentele.
Decisione Finale della CORTE EDU
La CORTE EDU ha stabilito che lo Stato italiano ha violato l’articolo 8 della Convenzione, poiché non ha garantito la protezione dei dati personali di Cracò. Di conseguenza, ha imposto all’Italia di rimuovere la sentenza contenente i dati sensibili dal sito internet della Corte dei Conti e dalle altre banche dati pubbliche, o di sostituirla con una versione oscurata.
Tuttavia, la Corte ha anche affermato che la semplice constatazione della violazione rappresenta una sufficiente soddisfazione per il danno non patrimoniale subito dal ricorrente. Pertanto, Cracò non riceverà ulteriori risarcimenti in relazione a questa violazione.
Implicazioni della Sentenza
Questa sentenza è particolarmente rilevante per la protezione della privacy e dei dati sanitari personali. La CORTE EDU ha ribadito che le autorità giudiziarie devono garantire che le informazioni sensibili siano adeguatamente protette e che qualsiasi violazione di tali diritti comporta gravi conseguenze.
Inoltre, la decisione avrà un impatto significativo sulla pratica delle pubblicazioni delle sentenze da parte dei tribunali italiani, imponendo loro di rispettare rigorosamente le normative sulla protezione dei dati. Questa sentenza rappresenta un monito per le autorità pubbliche, ricordando l’importanza della protezione dei dati personali, soprattutto quando si tratta di informazioni delicate come quelle mediche.




