PROTEZIONE INTERNAZIONALE: OBBLIGO DI INFORMATIVA LEGALE IN LINGUA COMPRESA DAL RICHIEDENTE

Un’importante pronuncia della Suprema Corte di Cassazione ha ribadito un concetto fondamentale che è strettamente legato alle vicende migratorie che interessano il nostro paese, alla luce delle nuove politiche restrittive adottate dal Governo italiano: le autorità italiane hanno l’obbligo di informare al primo contatto i cittadini non comunitari del loro diritto di chiedere asilo nel nostro paese.

Questa informazione, che deve essere data in una lingua comprensibile al richiedente, costituisce il cardine del diritto di asilo ed è ribadito anche dalle normative sovranazionali. Ed infatti, con la Sentenza del 20.11.2023 nr. 5012/2023, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso avverso un Decreto del Giudice di pace di Torino che aveva convalidato il trattenimento di un cittadino extracomunitario presso il centro di permanenza per i rimpatri di Torino, disponendone la liberazione in quanto non rispettato l’obbligo di comunicazione.

Nel corso dell’audizione del richiedente è emerso come lo stesso non avesse ricevuto alcun tipo di informativo in merito alla possibilità di richiedere la protezione internazionale, nonostante venisse indicato diversamente nella informativa della Questura. Si ricorda, infatti, che l’esercizio del diritto di asilo impone, allo stato presso il quale detta richiesta è stata avanzata, di esaminarla prima di poter operare forme di limitazione della libertà personale o respingere il cittadino straniero.

Nella Sentenza esaminata, la Corte di Cassazione chiarisce come la semplice indicazione da parte delle Autorità di pubblica sicurezza di avere adempiuto a questa informativa, non sia sufficiente a ritenere soddisfatto questo obbligo se, dall’esame delle circostanze, dalla documentazione in atti ovvero dalle dichiarazioni rese in sede di convalida, emerga che l’interessato in realtà non abbia ricevuto la corretta informazione. 

Dal punto di vista della forma, inoltre, la Suprema Corte evidenzia alcuni parametri che debbono essere necessariamente indicati per consentire di ritenere operativa e soddisfacente l’informativa legale, ovvero i tempi e le modalità in cui detta informativa sia stata soddisfatta, l’indicazione della lingua utilizzata e la presenza di un interprete e di un mediatore culturale.

Riteniamo che la chiarificazione operata dalla Corte abbia un forte significato in ambito procedurale, poiché ribadisce il diritto di Asilo sancito dalla Costituzione, la quale pone detto diritto su uno scalino superiore rispetto all’autorità potestativa dello stato verso soggetti stranieri che risulta limitata proprio dal diritto di cui all’art. 10 della Costituzione.

Pertanto, le modifiche legislative che intendono restringere questo diritto costituzionale dovranno necessariamente tenere conto di questa importante Sentenza.

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