La sentenza Studio medico odontoiatrico Dr Crusi s.r.l. c. Italia della CORTE EDU, pronunciata il 14 novembre 2024, segna un punto di svolta in tema di risarcimento del danno dopo l’annullamento di decisioni illegittime della pubblica amministrazione.
La vicenda
La società ricorrente gestiva uno studio dentistico e aveva ottenuto l’accreditamento dal Servizio sanitario nazionale per stipulare contratti con le aziende sanitarie locali.
Successivamente, le autorità sanitarie regionali, tramite una determinazione dirigenziale, revocarono l’accreditamento presso il Servizio sanitario nazionale.
Il Consiglio di Stato annullò tale determinazione, riconoscendone l’illegittimità. La società avviò quindi un procedimento per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa della revoca.
Tuttavia, lo stesso Consiglio di Stato rigettò la richiesta di risarcimento, ritenendo che l’amministrazione avesse commesso un “errore scusabile”, dovuto alla scarsa chiarezza della normativa.
Violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 CEDU
La Corte di Strasburgo ha sottolineato che “il primo e più importante requisito dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 è che ogni ingerenza di un’autorità pubblica nel pacifico godimento dei beni debba essere legittima”.
Nel caso concreto, i tribunali interni avevano già accertato che la decisione amministrativa fosse illegittima secondo il diritto interno.
Pertanto, il carattere “scusabile” dell’errore commesso dall’autorità non può giustificare un’ingerenza nei diritti di proprietà. Non è il ricorrente a dover sopportare le conseguenze di tali errori.
Status di vittima e insufficienza dell’annullamento
La Corte ha inoltre ricordato che “una decisione o una misura favorevole al ricorrente non è sufficiente, in linea di principio, a privarlo della sua qualità di vittima, a meno che le autorità nazionali non abbiano riconosciuto, espressamente o nella sostanza, la violazione della Convenzione e non vi abbiano poi posto riparo”.
Di conseguenza, il semplice annullamento della decisione illegittima non rappresenta una riparazione adeguata.
La decisione della Corte
La CORTE EDU ha quindi dichiarato la violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
La pronuncia riafferma l’importanza della tutela effettiva dei diritti patrimoniali e il principio secondo cui gli errori dell’amministrazione non possono gravare sul privato.
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