A cura dell’Avv. Alessandra Spampinato
Nella gestione dei figli dopo la fine di un’unione, uno dei terreni di scontro più frequenti riguarda la sfera economica.
Se l’assegno di mantenimento è una cifra fissa e prevedibile, il vero “rompicapo” per i genitori (e spesso per i legali) è la distinzione tra spese ordinarie e spese straordinarie.
La distinzione non è solo accademica: le spese ordinarie sono comprese nell’assegno mensile, mentre quelle straordinarie vanno rimborsate a parte (solitamente al 50%). Per fare chiarezza ed evitare contenziosi infiniti, il Tribunale di Catania ha adottato linee guida specifiche che offrono un protocollo preciso.
Le spese ordinarie: cosa comprende l’assegno?
Le spese ordinarie sono quelle destinate a soddisfare i bisogni quotidiani e prevedibili dei figli.
Queste si considerano già coperte dalla somma che il genitore non collocatario versa mensilmente.
Vitto e alloggio: la spesa per il cibo e la quota di utenze domestiche.
Abbigliamento: il vestiario di routine e gli accessori quotidiani.
Cura ordinaria: prodotti per l’igiene personale, farmaci da banco (sciroppi, cerotti, antipiretici) e visite pediatriche di controllo.
Istruzione di base: cancelleria scolastica di rito, mensa (se non concordata diversamente) e abbonamenti ai mezzi pubblici per la scuola.
Le spese straordinarie: l’extra che si divide
Secondo l’orientamento consolidato, anche a Catania, sono straordinarie le spese che presentano i caratteri dell’occasionalità, dell’imprevedibilità o della rilevanza economica.
Queste si dividono in due sottocategorie fondamentali:
Spese che richiedono il preventivo accordo
Per queste spese, il genitore che le anticipa deve consultare l’altro. In mancanza di dissenso motivato (solitamente entro 10-15 giorni), la spesa si intende approvata.
Istruzione: master, corsi di specializzazione, gite scolastiche con pernottamento, lezioni private.
Sport e hobby: iscrizioni a palestre, corsi di musica, acquisto di strumenti o attrezzature costose.
Salute: interventi estetici (se non necessari), cure ortodontiche o oculistiche presso strutture private.
Spese obbligatorie (senza previo accordo)
sono quelle urgenti o strettamente necessarie a cui il genitore non può opporsi:
ticket sanitari e visite specialistiche in strutture pubbliche,
libri di testo scolastici,
cure indifferibili, interventi chirurgici d’urgenza o farmaci salvavita.
Il focus: Linee Guida sul Mantenimento dei Figli
Il Tribunale di Catania, in linea con i protocolli siglati tra la Sezione Famiglia e l’Ordine degli Avvocati, sottolinea un principio cardine: la proporzionalità.
La regola d’oro per evitare le aule di giustizia rimane la comunicazione. Documentare ogni spesa con scontrini e fatture e, soprattutto, inviare comunicazioni scritte (email o messaggi tracciabili) prima di affrontare una spesa importante, è l’unico modo per garantire ai figli la necessaria stabilità economica senza trasformare ogni acquisto in una battaglia legale.




