La separazione giudiziale è una procedura che consente ad una coppia di interrompere la convivenza e di regolamentare gli aspetti economici e personali della loro relazione, come la custodia dei figli, il mantenimento e la divisione dei beni. Prima di tutto, come detto, il professionista incaricato convoca in studio la controparte per comunicare le intenzioni del proprio assistito a voler procedere con la separazione giudiziale e cercare di trovare una “conciliazione” che potrebbe portare al ricongiungimento dei coniugi, oppure ad una separazione consensuale, che sicuramente in caso di fratture insanabili, durerebbe molto meno e comunque è molto meno “traumatico” di un processo vero e proprio.
Ecco i principali passaggi e aspetti da considerare nel procedimento di separazione giudiziale in Italia:
1) Presentazione della Domanda
La separazione giudiziale si avvia con la presentazione di un ricorso al Presidente del Tribunale del luogo di ultima residenza comune (ovvero di residenza della controparte) da parte di uno dei coniugi. Il ricorso deve contenere le motivazioni della separazione e le richieste relative alla custodia dei figli, al mantenimento e alla divisione dei beni materiali se acquistati in “Comunione dei Beni”.
Devono essere allegati al Ricorso svariati documenti, tra cui, ad esempio, l’estratto dell’atto di matrimonio “serie A” (da richiedersi nel Comune ove i coniugi hanno contratto matrimonio); i certificati di residenza e di stato di famiglia di entrambi i coniugi (anche cumulativi); le ultime dichiarazioni dei redditi dei coniugi e buste paga relative all’anno in corso; il contratto di mutuo/locazione per l’immobile adibito a residenza familiare; i documenti dei beni immobili di proprietà, singola o comune, delle parti; gli estratti dei conti correnti, singoli e co-intestati; la certificazione delle più rilevanti spese sostenute per i figli (retta scolastica, spese mediche, spese sportive/ricreative, etc).
2) Notifica al Coniuge
Una volta presentato il ricorso, l’altro coniuge deve essere informato tramite notifica legale. Questo è un passaggio fondamentale per garantire il diritto alla difesa.
3) Udienza di Comparizione
Il Tribunale fissa una data per un’udienza in cui entrambi i coniugi sono invitati a comparire. Durante questa udienza, il giudice ascolta le posizioni di entrambi e può cercare di mediare per un accordo tra le parti.
4) Prove e Testimonianze
Se non si raggiunge un accordo, il giudice può decidere di ammettere prove e testimonianze per chiarire le questioni in discussione. Questo può includere documenti, testimonianze di amici e familiari, e altri elementi utili al caso.
5) Decisione del Giudice
Dopo aver esaminato le evidenze e ascoltato le parti, il Giudice emette una sentenza di separazione, stabilendo le condizioni relative alla custodia dei figli, al mantenimento e alla divisione dei beni.
6) Impugnazione
Se una delle parti non è soddisfatta della decisione del Tribunale, può presentare appello entro trenta giorni dalla notifica della sentenza.
7) Esecuzione della Sentenza
Una volta che la sentenza diventa definitiva, le disposizioni devono essere rispettate. In caso di inadempimento, si possono attivare procedure esecutive.
Aspetti da Considerare
Custodia dei figli: Il Tribunale deve sempre tenere in considerazione l’interesse superiore dei minori.
Mantenimento: Si deve valutare la capacità economica dei coniugi e le esigenze dei figli.
Divisione dei beni: Può essere necessario un accordo sulla divisione dei beni comuni, tenendo conto delle disposizioni del codice civile.
Tutto questo in estrema sintesi, ma si sa, la separazione giudiziale è un procedimento molto complesso che può richiedere tempo e risorse, e può assumere caratteristiche anche dolorose, specie se si è in presenza di figli minori.
È consigliabile, pertanto ponderare bene il da farsi, oltre che ascoltare e seguire le direttive delineate dai professionisti interpellati ed incaricati, appunto con il precipuo scopo di evitare di agire d’impulso in momenti di scarsa o mancanza di lucidità.




