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Avvocato Massimo Ferrante

SUICIDIO IN CARCERE E OBBLIGHI DI TUTELA: LA SENTENZA DELLA CORTE EDU SULL’ART. 2 CEDU

La Corte EDU si è pronunciata su un caso di suicidio in carcere, evidenziando la violazione dell’art. 2 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).

Questo articolo impone agli Stati obblighi positivi per prevenire atti autolesivi, come il suicidio, tra i detenuti. La sentenza ribadisce l’importanza del coordinamento e della somministrazione di cure adeguate per i soggetti vulnerabili in custodia cautelare.

I Fatti del Caso

Il ricorrente, padre di un detenuto con gravi patologie mentali, ha denunciato le Autorità norvegesi per la mancata tutela della vita del figlio.

Il giovane, accusato di omicidio e in custodia cautelare, presentava un rischio elevato di suicidio. Nonostante ciò, le Autorità lo trasferirono da un’unità sanitaria speciale a una sezione carceraria ordinaria, senza adeguata sorveglianza. Pochi giorni dopo, il detenuto si suicidava utilizzando un cordoncino del suo maglione.

La Decisione della Corte EDU

La Corte EDU ha accertato la violazione dell’art. 2 CEDU, rilevando gravi carenze nel follow-up sanitario e nella sorveglianza del detenuto.

Massima della Sentenza:

“Gli Stati devono adottare misure preventive appropriate per salvaguardare la vita delle persone sottoposte alla loro giurisdizione, inclusi gli atti autolesivi.”

Secondo la Corte, le Autorità norvegesi avrebbero dovuto riconoscere il rischio elevato e immediato di suicidio, predisponendo misure preventive più adeguate.

Gli Obblighi Positivi degli Stati

L’art. 2 CEDU impone agli Stati firmatari l’obbligo di proteggere la vita delle persone sotto la loro giurisdizione. Questo include:

  1. Prevenire aggressioni da parte di terzi.
  2. Impedire atti autolesivi, come il suicidio.

Nel caso specifico, la mancanza di un adeguato coordinamento tra le Autorità carcerarie e sanitarie ha portato a una violazione degli obblighi previsti dall’articolo.

Le Carenze nel Sistema di Sorveglianza

Dopo il trasferimento in un’unità carceraria ordinaria, il detenuto non ricevette un adeguato monitoraggio. Le misure adottate furono insufficienti per prevenire il suicidio.

La Corte EDU ha sottolineato che il personale medico non fu coinvolto nelle decisioni relative al trasferimento. Questo rappresenta una grave lacuna nella gestione dei soggetti a rischio.

L’Importanza di Cure Mediche Adeguate

Il caso ha messo in evidenza la necessità di cure intra moenia appropriate per i detenuti con patologie mentali. Le Autorità devono garantire:

  • Piani sanitari personalizzati.
  • Sorveglianza costante per i soggetti vulnerabili.
  • Coordinamento tra personale medico e amministrativo.

L’Efficacia dei Rimedi Interni

Il Governo norvegese sosteneva che il ricorrente avrebbe potuto perseguire rimedi interni. Tuttavia, la Corte EDU ha ritenuto tali rimedi inadeguati e poco consolidati.

Questo rafforza l’importanza di un sistema efficace per tutelare i diritti fondamentali, specialmente nei casi di custodia cautelare.

La sentenza della Corte EDU evidenzia l’importanza di proteggere la vita dei detenuti, in particolare di quelli con fragilità mentali. Gli Stati devono rispettare gli obblighi positivi previsti dall’art. 2 CEDU, adottando misure preventive per garantire cure e sorveglianza adeguate.

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